ascoltare i propri figliAscoltare i propri figli è davvero difficile?

Quante volte al giorno vi sentite dire dai vostri bambini: “Mamma/papà ma mi stai ascoltando?” oppure “mi ascolti un attimo?” Nonostante ho una bambina di appena 5 anni, domande di questo tipo giungono alle mie orecchie, senza esagerare, più di una volta in una giornata. E non che non voglia ascoltare mia figlia, per carità, o non mi interessa ciò che dice da non prestargli la minima attenzione… assolutamente no! Solo che spesso siamo presi da tante cose, mille cose da fare che quando la tua piccola comincia con quei discorsi lunghissimi, segui, segui… ascolti… ma poi finisce che ti perdi!!! Almeno a me capita così anche perché ho una bimba super chiacchierona che ama raccontare, inventare, programmare etc… Eppure lei adesso è piccola, ma questa cosa dell’ascoltare i propri figli mi porta spesso a riflettere: quando sarà grande riuscirò ad essere un genitore attento a ciò che mia figlia mi dice o vorrà dire??? Non so! Penso spesso ai genitori di oggi, al loro ruolo di “educatori”, a quante volte facciamo di tutto per far sì che i nostri figli ci ascoltino, ed anche io spesso ne ho parlato in qualche mio post.

La maggior parte dei genitori crede di ascoltare i propri figli. Sembra infatti una cosa semplice, scontata, ma quante volte noi genitori ascoltiamo veramente e sinceramente, con piena attenzione ciò che i nostri figli ci dicono? Alcune ricerche hanno dimostrato che i genitori afferrano solo una parte di ciò che un bambino dice. Esistono 3 regole fondamentali per diventare un buon ascoltatore e allora che aspettiamo? Iniziamo fin da subito a metterle in pratica e ad allenarci ad ascoltare per continuare a essere da supporto ai nostri piccoli quando cresceranno.

Ecco le tre regole:

  1. Ascoltare con la massima attenzione evitando di fare contemporaneamente due cose. Puntualmente la mia piccola viene e mi racconta le cose sempre nei momenti meno opportuni e sempre quando andiamo di corsa! Di solito se posso lascio tutto e presto attenzione a ciò che dice, se invece sto facendo qualcosa che non posso lasciare le spiego che può dirmi quella cosa in un altro momento decidendo insieme quando.
  2. Gestire bene la conversazione mettendosi in atteggiamento di ascolto, non solo con le orecchie ma utilizzando anche altri “canali” ad esempio gli occhi e l’espressione del viso che deve essere sempre amichevole. Anche i commenti che facciamo devono essere incoraggianti e partecipativi.
  3. Non minimizzare ciò che dicono i nostri bambini, né evitare soluzioni immediate. Lasciare che i nostri figli spiegano bene e fino in fondo ciò che vogliono dire o la decisione presa. Per questo è importante ascoltare con la massima attenzione e mettersi in “relazione” completa con loro.

I principali ostacoli alla comunicazione, in generale, sono i ritmi frenetici e quindi lo scarso tempo e i problemi quotidiani. Inoltre la maggior parte dei genitori non instaura con i propri figli una relazione profonda che permette l’ascoltarsi, servendosi non solo di scambi di parole ma anche di emozioni. E non pensate che i bambini piccoli hanno emozioni piccole! Al contrario proprio perché si tratta di bambini spesso non sanno manifestare le loro preoccupazioni, i propri sentimenti. A noi genitori va il compito di capire e di comprendere, solo se riusciremo in questo difficile compito allora i nostri figli cresceranno con la sicurezza che qualcuno è li pronto ad ascoltare sempre!

Buon allenamento all’ascolto.

Info sull'autore

Teresa
Teresa
Sono mamma, blogger per passione, laureata in terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, da sempre nel settore della prevenzione e riabilitazione, svolgo il mio lavoro presso studi privati e centri di riabilitazione; collaboro con ludoteche per la presentazione di progetti educativi e ludici in età evolutiva

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