AttesaNei bambini è abbastanza difficile comprendere il concetto di attesa e per questo motivo che è importante insegnare loro ad aspettare e ad avere pazienza fin dai primi anni di vita. Sappiamo che non tutti i bambini sono uguali, alcuni infatti sono naturalmente predisposti ad apprendere i tempi di attesa e ad essere pazienti, altri, al contrario, vorrebbero ma non hanno self-control.

Oggigiorno mi accorgo che ci sono sempre più bambini che non rispettano i tempi di attesa, magari non riescono a stare in fila, rispettare il proprio turno, oppure pretendono dai genitori tutto e subito senza riuscire ad aspettare, non tollerando la frustrazione dell’attesa. Il compito di insegnare l’attesa spetta a noi genitori. Per questo quando vedo bimbi senza regole e che non riescono ad aspettare nemmeno un secondo, subito rimando la colpa ai genitori! Eh si! I bambini apprendono dall’esperienza e tollerare la frustrazione di non avere tutto e subito il bambino l’apprende proprio attraverso l’esperienza e attraverso l’esempio di noi adulti.  Insegnare ad aspettare, tollerare i tempi di attesa sono regole fondamentali che aiutano il bambino a stare insieme agli altri.

Ma a che età un bambino può imparare ad aspettare? Sicuramente già nei primi anni di vita. Superato infatti il primo anno di età dove il bambino dipende molto dalla figura dei genitori, si può gradualmente allenarlo all’attesa e alla tolleranza alle frustrazioni, mettendo dei limiti sia fisici che temporali. Fino al terzo anno di vita il bambino agisce agli stimoli esterni più per impulso, solo superati i tre anni emerge la capacità di ragionare e di riflettere. Tale capacità si sviluppa soprattutto grazie all’esperienza e alla relazione che il bambino ha con l’adulto. In questa fase dello sviluppo il bambino va quindi allenato.

Con molta pazienza da parte nostra, tranquillità ed un bel sorriso sul volto, attraverso  semplici accorgimenti si può insegnare al bambino a gestire l’attesa.

Nell ‘ultimo periodo non so quante volte al giorno ripeto a mia figlia “aspetta”! E’ una bimba che rispetta abbastanza le regole, il proprio turno in un gioco, perchè è stata abituata a rispettare dei tempi già da piccola proprio attraverso esperienze soprattutto di gioco, ma ora che ha tre anni e il carattere prende forma sempre più, sembra che voglia tutto subito!

Ecco alcuni accorgimenti che utilizzo io per prolungare i tempi di attesa.

Innanzitutto è importante non eseguire subito ed immediatamente ogni richiesta del bambino, cioè non sempre la gratificazione immediata è una cosa giusta, ma magari si può rispondere “in questo momento non posso”,  ” aspetta solo un attimo…”, oppure “appena termina questo cartone, facciamo merenda”, etc.

Lodare il bambino quando è stato bravo ad aspettare, così da rafforzare tale comportamento.

Organizzare anche dei giochi che richiedono l’attesa: ad esempio piantare dei semini ed aspettare che poi germoglino; oppure preparare un dolce, fare una pizza.

Mantenere le promesse fatte: se diciamo al bambino che dopo pranzo si va al parco, non possiamo poi proporre dopo un altra cosa! Soprattutto se lui ha atteso senza frustrazione tale momento.

Certo non tutte le situazioni nel quotidiano sono ideali per insegnare i tempi di attesa. Se per esempio il bimbo è stanco, ha fame sarà di sicuro più difficile da parte del bambino tollerare l’attesa.

Inoltre se l’attesa è lunga, ad esempio dal dottore, durante un viaggio è importante tenere impegnato il bambino. Basta che ci organizziamo con qualche giochino, libri da colorare, ma anche cantare una canzoncina etc può migliorare l’attesa.

Una tecnica che consiglio spesso alle mamme dei miei pazienti che non riescono ad aspettare, ma che è ideale anche per bimbi che non hanno alcuna difficoltà è l’utlilizzo di un timer o di una clessidra per aiutarli a comprendere che un minuto non è poi tanto lungo. Il timer dà un senso di controllo al bambino perchè sa che quando scade il tempo magari ottiene ciò che aveva richiesto.

Dare semplici regole soprattutto attraverso l’esperienza aiuta il bambino nel suo sviluppo sia da un punto di vista cognitivo, ma soprattutto sociale ed educativo. Un bambino che tollera le frustrazioni sarà un adulto capace di affrontare meglio le situazioni che gli si presenteranno nella vita! Il nostro ruolo di genitori è fondamentale sempre e in ogni fase della loro crescita.

Info sull'autore

Teresa
Teresa
Sono mamma, blogger per passione, laureata in terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, da sempre nel settore della prevenzione e riabilitazione, svolgo il mio lavoro presso studi privati e centri di riabilitazione; collaboro con ludoteche per la presentazione di progetti educativi e ludici in età evolutiva

Commenti

  1. Szilagyi Loredana

    Vorrei chiedere come posso fare con il bimbo che ha 6 anni e molto impaziente e poi adesso a cominciato la scuola non sta mai fermo un minuto vorrei precisare che ho provato tutto!!grazie mille

    • Ciao! Se il tuo bimbo non riesce a stare fermo nemmeno un attimo come scrivi tu…forse è da capire la causa! Hai provato a parlare con il pediatra o con uno specialista?

  2. Grazie Teresa! Noi siamo a 17 mesi e l’attesa ehm…quella sconosciuta al momento… I tuoi suggerimenti sono molto utili, proveremo!!

    • Ciao MammaYoga…grazie a te! Beh la tua bimba è ancora piccolina…magari con tempi di attesa che durano pochissimo…giusto per iniziare a familiarizzare con la parola “aspetta”!!! A presto!

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