Proteggere bambini e ragazzini dalle insidie della reteCome proteggere bambini e ragazzini dalle insidie della rete???

Diciamoci la verità, ormai dobbiamo accettare che internet è diventato parte integrante della vita quotidiana dei nostri figli, sempre più spesso connessi alla rete con PC, smartphone, tablet ed oggi anche con smart TV. A noi genitori tocca l’arduo compito di proteggere bambini e ragazzi e tutelarli mentre sono “online”, ma siamo davvero in grado di farlo???

Già da piccoli infatti i nostri figli che sono “nativi digitali”, hanno una propensione a “navigare” e utilizzare la tecnologia con una dimestichezza quasi disarmante: sia a casa che a scuola, da soli o con gli amici o con gli insegnanti, l’accesso alla rete diventa sempre più costante e costruiscono giorno dopo giorno un legame sempre più sinergico tra la vita reale e quella digitale.

Dobbiamo capire, anzi, siamo obbligati a capire come proteggere bambini e ragazzi dalle insidie della rete allo stesso modo di come li proteggiamo dal freddo, dalle infezioni, dal traffico, ecc.

Ricordo mio nonno e mia madre che, quando mi insegnavano ad attraversare la strada, mi ripetevano sempre di guardare a destra e sinistra anche se mi trovavo in una piccola stradina a senso unico perché qualcuno potrebbe arrivare contromano ed è pericoloso… questa immagine la porto sempre con me ed è l’esempio più lampante di come alcune cose non si imparano a scuola o sui libri ma si tramandano concretamente con l’esempio e la saggezza.

Quale è il problema che hanno oggi i genitori? Il problema più grave che hanno oggi i genitori è quello di conoscere poco internet e la tecnologia che gli ruota intorno e quindi essere totalmente estranei al mondo del figlio; per prevenire e combattere i rischi l’unica strada è quella della “conoscenza”.  Purtroppo oggi i genitori tendono soltanto a dire “non chattare”, “basta navigare”, “spegni sto’ coso”, mentre la cosa migliore sarebbe dire “facciamo insieme”, “lavoriamo insieme”. La cosa da evitare totalmente è quello di diventare “trogloditi tecnologici” ovvero rifiutare categoricamente qualsiasi nozione informatica per evitare che si interrompa quel canale di comunicazione che mette in collegamento il figlio al genitore e viceversa.

Durante una indagine statistica fatta in una scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, alla domanda “secondo te che cosa è internet?” una bambina rispose “Internet? quando hai un dubbio vai lì e lo risolvi“; dietro a questa innocente risposta c’è invece una realtà drammatica ovvero quello di considerare internet la fonte di ogni tipo di risposta o informazione su argomenti anche importanti come affettivi, sentimentali, alimentari, sessuali… ma con quale risultato? Chi controlla l’attendibilità delle informazioni? Chi misura l’affidabilità di un sito? A scuola non lo insegnano e se nemmeno i genitori lo sanno fare o lo vogliono fare ecco che il problema diventa davvero serio.

Il genitore  DEVE diventare quindi il principale educatore anche per quanto riguarda internet e l’utilizzo delle tecnologie. Non ci sono ragioni o attenuanti che tengano! Per salvaguardare la sicurezza e l’integrità dei bambini dobbiamo, volenti o nolenti, farci piacere internet e il mondo che gli gira intorno.

L’acqua è da sempre considerata come fonte di vita…. ma se non è pura và filtrata! Allo stesso modo dobbiamo fare in modo di filtrare i siti e le informazioni alle quali possono o non possono accedere i bambini e i ragazzi; ovviamente non basta un filtro per garantire la sicurezza: è indispensabile stabilire ed alimentare un rapporto costante tra genitori e figli con un dialogo aperto sulle opportunità della rete in materia di istruzione, approfondimento, hobby e cercare di stimolare le loro passioni anche come antidoto alla frequentazione di siti pericolosi.

Quindi,come possiamo proteggere bambini e ragazzini dalle insidie della rete? Per fare ciò ci sono due metodi: lasciare passare solo quello che si considera positivo oppure bloccare tutto ciò che si considera negativo.

Nel primo caso, bisogna creare quello che gli esperti chiamano “walled garden” (giardino recintato) ovvero una sorta di lista di siti adatta all’età dei navigatori su internet. E’ un approccio pedagogico molto positivo in quanto si aiuta la formazione dei figli evitando di abbandonarli in un mare di informazioni o inadatte o incomprensibili: non avrebbe senso mandare un bambino di 10 anni a studiare la storia nella biblioteca nazionale… piuttosto si fornisce un libro ritenuto adatto alla sua età e capacità di comprensione. Per fare questo basta attivare l’opzione “visualizza solo i siti web nell’elenco dei siti consentiti” nel browser internet (ovviamente impostando una password da amministratore nota solo ai genitori e una password utente per il resto degli utilizzatori).

Nel secondo caso, invece è necessario scaricare ed installare un “filtro” chiamato anche “parental control” dove si può decidere ciò che è più adatto alla propria situazione e configurarlo opportunamente per impostare ad esempio gli orari di navigazione, le categorie da bloccare, i programmi da non eseguire, e le altre opzioni. Ci sono molti software e molte possibilità tecniche per ottenere questo risultato. Attualmente quello più affidabile sembra essere QUSTODIO che permette di controllare, monitorare e filtrare a 360 gradi tutta l’attività dei figli su internet sia da PC che da smartphone o tablet, inoltre c’è anche la possibilità di tracciare chiamate ed SMS, localizzare il dispositivo e molto altro ancora… (invade un pò la privacy ma il fine giustifica i mezzi!!!).

In conclusione è vero che siamo tutti preoccupati per quanto si legge quotidianamente circa il cyberbullismo, il sexting, la pedopornografia, ecc. ma dobbiamo essere consapevoli che mettere soltanto divieti o imposizioni non servirà a nulla… l’unico modo che abbiamo per cercare di evitare o limitare i danni di internet e delle nuove tecnologie è quello di metterci lì, insieme ai nostri figli, imparare insieme, parlare insieme e configurare PC e telefonini in modo da farli navigare in sicurezza e lontano da “porti oscuri”!

Continuate a seguirmi, prossimamente approfondiremo l’argomento con tanti consigli  per meglio proteggere bambini e ragazzini dalle insidie della rete.

Info sull'autore

Rosario
Rosario
Mi chiamo Rosario Conte e sono un “giovanissimo” papà di 36 anni! Sono un papà come tutti gli altri ma con il privilegio di avere un po’ più di tempo da dedicare alla lettura e allo studio. Amo il “sapere”, sono “affamato” di informazioni e notizie su tutto ciò che mi circonda e cerco di approfondire e condividere con gli altri tutto ciò che apprendo. “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” questo versetto dell’inferno di Dante è ciò che più mi rappresenta e che fa da traino alla mia vita.

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