20 mesiOggi per il mio piccolino Matteo sono 20 mesi di vita! 20 mesi di progressi, traguardi, conquiste, curiosità… e ogni giorno è un giorno nuovo pieno di nuove sfide, nuove competenze da apprendere, nuove scoperte. A quest’età il bambino in generale, ma anche Matteo nello specifico, ama fare tutto ciò che fa la mamma ed in particolare le faccende domestiche. Alcune volte mi sembra davvero di avere una scimmietta che non mi lascia un attimo e che cammina dietro dietro imitando le azioni che io solitamente compio. E così mi ritrovo che devo spolverare ma non ho lo spruzzino perché Matteo già si sta adoperando nell’utilizzarlo, oppure devo spazzare ma ci pensa lui a prendere la scopa, c’è da apparecchiare la tavola… etc insomma a volte è dura anche fare le faccende! Ma provare a respingerlo sarebbe peggio ed allora meglio coinvolgerlo. Matteo mi passa le mollette per  stendere il bucato, oppure mi prende i panni dalla cesta per stirarli nominando anche di chi sono (esempio camicia di papà, maglia di Marta…), tutte queste attività sono un modo diverso per giocare e soprattutto per imparare nuove abilità utili per lo sviluppo e per la crescita del bambino.

Penso che tra un po’ farà due anni, mancano solo 4 mesi ma già so che saranno mesi di continui cambiamenti.

A 20 mesi il bambino può già iniziare a presentare alcuni comportamenti tipici associati alla fase dei “terrible two“, in quanto gli esperti confermano che già a partire dai 18 mesi tale fase potrebbe presentarsi nel bambino. Ed infatti è un periodo questo caratterizzato da capricci, dove il bambino testa ogni momento la pazienza del genitore e lo mette a dura prova per quanto riguarda le regole in generale e i “no” e i divieti che egli prova a dare. I capricci sono evidenti in ogni ambito: magari il bimbo non vuole cambiare il pannolino, non vuole mettere il giubbotto, vuole fare ciò che dice lui, andare dove gli pare, è più irrequieto, non sta più seduto a tavola o nel seggiolone per mangiare… Per noi genitori è una continua prova e un “no” dato in queste situazioni deve durare sempre. Io penso che quest’età è la più importante soprattutto da un punto di vista educativo dove il bambino forma e rafforza il suo carattere e le regole date lo abitueranno per i futuri comportamenti. Matteo ad esempio attualmente sta proprio in questa fase: fase del no, fase di qualche rifiuto e di qualche capriccio… credo che si stia preparando ai “terrible two” in modo molto più evidente di come è accaduto per la sorellina.

A questi momenti di irrequietezza possono associarsi anche comportamenti  più aggressivi nel bambino: dare schiaffi, morsi, tirare i capelli, dare i pugni, graffiare. Solitamente il bambino li manifesta verso l’adulto e qualche volta verso i coetanei (fratellini/sorelline) e li ripete spesso nel corso della giornata nonostante gli viene data una risposta negativa da parte dell’adulto; anzi spesso il bambino continua soprattutto se tali comportamenti suscitano una reazione per lui entusiasmante. E’ solo un modo del bambino per sperimentare dei nuovi comportamenti ed essendo piccolo per ricordare le regole ed i no, ripete tali comportamenti anche se l’adulto continua a ripetergli che non si fa. Anche Matteo nell’ultimo periodo allunga schiaffi, dà morsi e noto che si diverte quando io ed il papà gli diciamo che non si fa! Speriamo passi presto questa fase.

A parte i cambiamenti a livello comportamentale, i 20 mesi sono comunque caratterizzati dall’acquisizione di nuove abilità sia da un punto di vista motorio, che per quanto riguarda la varie aree di sviluppo psicomotorio. Per quanto riguarda la motricità globale il bambino a quest’età cammina con sicurezza, spinge e tira i suoi giocattoli, sale e scende le scale con aiuto e scopre che può farlo anche da solo mantenendosi al corrimano (soprattutto salire), si arrampica per raggiungere le cose poste più in alto, ed è sempre in movimento. Questo continuo muoversi non solo è importante per rafforzare i muscoli ma anche perché il movimento aiuta a sviluppare l’equilibrio, la consapevolezza spaziale, la coordinazione occhio-mano. Nel gioco il bambino lancia la palla al di sopra delle braccia, costruisce la torre con più di sei pezzi, completa giochi ad incastro e adora scarabocchiare. A questo aggiungerei il bambino adora scarabocchiare sui fogli ma all’occasione pure sui muri… sul pavimento… sui divani… sulle mani… su se stesso… praticamente ovunque!!! Almeno è ciò che fa Matteo attualmente, ama lasciare tracce di sé con la penna da tutte le parti! Il linguaggio è in evoluzione con un notevole ampliamento del vocabolario: il bambino tenta di imitare e ripetere tutto ciò che sente; comprende ciò che gli viene detto ed esegue ordini semplici (es. prendi la palla, dammi un bacio…etc).

E’ bello, come mamma, vedere giocare il mio piccoletto con la sua sorellina, la chiama per nome, e tenta di dirle qualcosa a modo suo… sta crescendo e i cambiamenti sono visibili giorno dopo giorno. Ovviamente i bambini seguono delle tappe evolutive orientative ma ricordiamoci sempre che ogni bambino è a sé e segue il suo naturale sviluppo. Dove sono presenti ritardi notevoli nelle acquisizioni o ci sono dubbi e qualcosa ci preoccupa del nostro bimbo è sempre importante il colloquio con il pediatra di fiducia o con un medico specialista dello sviluppo del bambino.

Info sull'autore

Teresa
Teresa
Sono mamma, blogger per passione, laureata in terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, da sempre nel settore della prevenzione e riabilitazione, svolgo il mio lavoro presso studi privati e centri di riabilitazione; collaboro con ludoteche per la presentazione di progetti educativi e ludici in età evolutiva

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