15 mesi sono arrivati anche per il mio piccolo Matteo! Aspettavo da tempo di scrivere il post dei “primi passi” proprio come ho fatto tanto tempo fa per Marta, ed invece pazientemente mi tocca aspettare ancora un po’. Perché?! Beh! Sappiamo che ogni bambino ha i suoi tempi per raggiungere le tappe evolutive importanti per lo sviluppo e la crescita, e Matteo ha deciso di raggiungere alcuni traguardi con molta… molta… ma molta tranquillità! Sarà forse perché è un maschietto?! Non saprei dirlo, né tantomeno posso forzarlo, con gioia aspetterò!

Intanto ha compiuto 15 mesi e tanti cambiamenti in lui sono avvenuti, e tante nuove acquisizioni sono state raggiunte. Come tutti i bimbi a quest’età, la curiosità per tutto ciò che lo circonda è davvero tanta, ed è sempre molto impegnato nel fare nuove scoperte e quindi in continuo movimento. Nonostante non abbia raggiunto ancora la deambulazione autonoma, come vi dicevo precedentemente, mentre altri bambini di solito a quest’età già camminano, Matteo si muove tanto per casa gattonando e sollevandosi in piedi per raggiungere le cose poste più in alto, afferra i giochini (soprattutto quelli della sorella) e li porta in giro. Insomma le giornate per lui sono molto impegnative! Ed ogni giorno vi è una scoperta nuova.

A 15 mesi, il bambino in generale ha una maggiore indipendenza ed autonomia ed acquisisce varie competenze un po’ in tutte le aree di sviluppo: difatti ho notato che Matteo, un po’ anche per imitazione della sorella, tenta di fare le cose da solo come togliersi/mettersi le scarpe, mangiare da solo, pulirsi la bocca, etc… non sempre riesce ma si nota in lui la voglia di diventare indipendente e più autonomo. E’ perciò giusto a quest’età lasciare il bambino libero di sperimentare, perché è grazie all’esperienza quotidiana che apprende ed impara nuove cose!

Tutta la prima infanzia del bambino è caratterizzata proprio da tappe importanti: camminare, parlare, relazionarsi con gli altri, imparare a risolvere i problemi (il problem solving). A 15 mesi si ha un progresso nelle competenze necessarie per gestire queste tappe raggiunte. L’evoluzione avviene quindi in tutte le aree di sviluppo del bambino:  comprende infatti la crescita fisica, lo sviluppo emotivo e sociale, una maggiore capacità linguistica, cognitiva, una maggiore consapevolezza a livello sensoriale.

Nello specifico si può notare che: a livello motorio, il bambino può aver già a quest’età acquisito la deambulazione autonoma, e i movimenti dei muscoli sono più forti e controllati sia per quanto riguarda la motricità fine che quella globale. Vi è una maggiore consapevolezze delle emozioni e il bambino impara a manifestare i propri sentimenti (dà i baci, abbraccia la mamma o il papà, dà le carezze); comprende meglio le varie situazioni sociali che implicano la condivisione di spazi ed oggetti. L’uso di paroline è sempre più in aumento, si fa capire dall’adulto quando vuole qualcosa, comprende ciò che gli si dice ed esegue brevi ordini semplici. L’esplorazione, come ho accennato prima, è sempre più in evoluzione: il nostro piccolino, in generale, di 15 mesi è sempre più spinto dalla curiosità di conoscere e di esplorare l’ambiente circostante e gli oggetti presenti in giro per casa. Imita molto gli altri e dimostra maggiore indipendenza.

Anche a quest’età il gioco è importante per il bambino. E’importante e fondamentale l’interazione (con l’adulto), e svolgere attività di giochi insieme, per la crescita sociale, emotiva, e cognitiva del bambino, che va incoraggiato, e non forzato, a raggiungere le varie competenze. Resta comunque il fatto che ogni bambino raggiunge le varie abilità in tempi diversi, nessun bambino è uguale all’altro. Le tappe evolutive non sono altro che una guida per conoscere lo sviluppo del bambino e cosa ci si può aspettare dal bambino ad una determinata età, magari si scopre che è avanti in qualche area di sviluppo e più indietro nel raggiungimento di qualche altra competenza (come mio figlio Matteo, ad esempio), ma fa parte di una crescita fisiologica e non deve preoccuparci come genitore. Al contrario se notiamo qualche “anomalia” e/o difficoltà del nostro bambino, meglio sempre parlarne con il pediatra di fiducia che aiuterà a togliere ogni nostro dubbio!

 

Info sull'autore

Teresa
Teresa
Sono mamma, blogger per passione, laureata in terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, da sempre nel settore della prevenzione e riabilitazione, svolgo il mio lavoro presso studi privati e centri di riabilitazione; collaboro con ludoteche per la presentazione di progetti educativi e ludici in età evolutiva

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